11/4/23

Sconcerto per le Dichiarazioni dell'ONU




 Secondo quanto riferisce Al Jazeera l'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che l'attacco aereo israeliano al campo profughi di Jabalia, a Gaza, potrebbe essere considerato un crimine di guerra, in un contesto di crescente orrore per il crescente numero di civili uccisi nella guerra che dura da quasi un mese.

Il campo, in una zona densamente popolata di Gaza City, è stato colpito da un missile martedì, lasciando un cratere gigante tra gli edifici bombardati, prima di essere preso di mira in un secondo bombardamento mercoledì.

https://www.aljazeera.com/news/2023/11/2/un-rights-office-says-israeli-attacks-on-jabalia-could-be-war-crime


In base ad una inchiesta esclusiva del Guardian, si apprende però che uno deli alti funzionari delle Nazioni Unite, che ha inviato una lettera in cui denunciava l'incapacità dell'organizzazione di proteggere i civili a Gaza, è stato sottoposto a una revisione dei post sui social media, presumibilmente di parte, dopo la denuncia di un gruppo di pressione pro-Israele.


Craig Mokhiber, direttore dell'ufficio di New York dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, ha scritto il 28 ottobre all'Alto commissario delle Nazioni Unite a Ginevra, Volker Türk, accusando Israele di commettere un genocidio e il suo datore di lavoro di non averlo fermato. "Questa sarà la mia ultima comunicazione a voi", ha detto. Da allora si è dimesso.


Un reclamo sulla produzione di Mokhiber sui social media e sulle interviste trasmesse era in corso di esame da marzo da parte dell'ufficio della divisione investigativa dell'ONU per i servizi di supervisione interna.


Dopo aver valutato l'opportunità di intraprendere ulteriori azioni, all'inizio di questo mese il caso è stato trasmesso all'Alto commissario per i diritti umani, in qualità di "funzionario responsabile" per effettuare la propria valutazione.


Mokhiber ha dichiarato di non essere stato messo al corrente della revisione.


Ha detto che: "I gruppi di pressione israeliani molestano e si lamentano regolarmente dei funzionari delle Nazioni Unite che si esprimono sulle violazioni israeliane, ma l'ONU è abituato a questa tattica, quindi sarei sorpreso se una tale 'denuncia' andasse da qualche parte".


"Infatti, come ho detto, non ne ho mai sentito parlare. E, in effetti, è improbabile che una denuncia di un funzionario delle Nazioni Unite per i diritti umani che ha criticato le violazioni dei diritti umani di un Paese vada da qualche parte. Se così fosse, sarebbe davvero straordinario".


Nella denuncia originale contro Mokhiber, un'organizzazione chiamata UK Lawyers for Israel aveva sostenuto che le sue opinioni "espresse sui social media e nelle interviste televisive mostrano chiaramente un estremo pregiudizio anti-israeliano e c'è quindi una chiara mancanza di conformità con le regole della funzione pubblica internazionale sull'indipendenza e l'imparzialità e con le linee guida per il personale delle Nazioni Unite sui social media".

https://www.theguardian.com/world/2023/nov/01/un-official-who-denounced-gaza-genocide-was-under-review-after-pro-israel-lobby-complaint#:~:text=Craig%20Mokhiber%2C%20director%20of%20the,to%20you%2C%E2%80%9D%20he%20said.


Non è ben chiaro a quali leggi internazionali si faccia riferimento in queste discussioni.


Secondo una ricostruzione dell'Agenzia Reuters del 2 di novembre il conflitto in atto rientra in un complesso sistema di giustizia internazionale emerso dopo la Seconda guerra mondiale. Anche se gli Stati dichiarano di agire per autodifesa, le regole internazionali sui conflitti armati si applicano a tutti i partecipanti a una guerra.


Le regole dei conflitti armati accettate a livello internazionale sono emerse dalle Convenzioni di Ginevra del 1949, ratificate da tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e integrate dalle sentenze dei tribunali internazionali per i crimini di guerra.


Una serie di trattati regola il trattamento dei civili, dei soldati e dei prigionieri di guerra in un sistema noto collettivamente come "Diritto dei conflitti armati" o "Diritto internazionale umanitario". Si applica alle forze governative e ai gruppi armati organizzati non statali, tra cui i militanti di Hamas.


Human Rights Watch, con sede a New York, ha citato come possibili crimini di guerra l'aver deliberatamente preso di mira i civili, gli attacchi missilistici indiscriminati e la presa di civili come ostaggi da parte di gruppi armati palestinesi, nonché i contrattacchi israeliani a Gaza che hanno ucciso migliaia di palestinesi.


La presa di ostaggi, l'omicidio e la tortura sono esplicitamente vietati dalle Convenzioni di Ginevra, mentre la risposta di Israele potrebbe essere oggetto di un'indagine per crimini di guerra.


L'obiettivo principale delle Convenszioni di Ginevra è quello di proteggere i civili in tempo di guerra.


Secondo le leggi sui conflitti armati, i combattenti comprendono i membri delle forze armate statali, delle forze militari e volontarie e dei gruppi armati non statali.


È severamente vietato colpire direttamente civili o oggetti civili. Attaccare intenzionalmente il personale e il materiale coinvolto nell'assistenza umanitaria è un crimine di guerra separato, a condizione che coloro che forniscono l'aiuto umanitario siano civili.


Un assedio può essere considerato un crimine di guerra se prende di mira i civili, piuttosto che un mezzo legittimo per minare le capacità militari di una forza come Hamas, o se risulta sproporzionato.


Il procuratore della Corte penale internazionale Karim Khan ha avvertito l'esercito israeliano che dovrà dimostrare che "qualsiasi attacco che colpisca civili innocenti o oggetti protetti" come ospedali, chiese, scuole o moschee deve essere fatto in conformità con le leggi sui conflitti armati.


In base a queste leggi ci sono casi in cui oggetti altrimenti civili possono diventare obiettivi militari legittimi se vengono utilizzati per contribuire efficacemente all'azione militare.


"L'onere di dimostrare la perdita dello status di protezione spetta a chi spara il cannone, il missile o il razzo in questione", ha detto Khan.


Israele sostiene che i combattenti di Hamas usano i quartieri residenziali come copertura e gli edifici civili per nascondere posti di comando e armi.


Anche se un combattente attacca obiettivi militari legittimi, qualsiasi attacco deve essere proporzionale, cioè non deve comportare un'eccessiva perdita di vite umane o danni a oggetti civili.


Le Convenzioni di Ginevra e le successive sentenze dei tribunali internazionali dimostrano che la proporzionalità non è un gioco di numeri in cui il tributo di vittime civili da una parte può essere paragonato a quello dell'altra, ma piuttosto tali vittime devono essere proporzionate al vantaggio militare diretto e concreto che ci si aspetta da quello specifico attacco.


Le prime a giudicare i presunti crimini di guerra sono le giurisdizioni locali, in questo caso i tribunali in Israele e nei territori palestinesi.


Se i presunti responsabili palestinesi di atrocità in Israele e tutti i presunti responsabili di crimini nei Territori palestinesi occupati non vengono assicurati alla giustizia in patria, la Corte penale internazionale (Cpi) dell'Aia è l'unico organo legale internazionale in grado di formulare accuse.


Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale le conferisce l'autorità legale di indagare su presunti crimini sul territorio dei suoi Stati membri o da parte dei loro cittadini, quando le autorità nazionali "non vogliono o non possono" farlo.


Servizio Reuters a cura di Stephanie van den Berg; montaggio di Mark Heinrich https://www.reuters.com/world/middle-east/what-war-crimes-laws-apply-israel-palestinian-conflict-2023-11-02/#:~:text=Directly%20targeting%20civilians%20or%20civilian,the%20humanitarian%20aid%20are%20civilians.


I paesi che aderiscono allo Statuto di Roma sono 123 (ottobre 2017). Altri 32 paesi hanno firmato ma non ratificato il trattato. Fra questi, Israele, Russia, Stati Uniti e Sudan hanno dichiarato di non avere intenzione di ratificarlo. A quel che si comprende questi paesi dovrebbero dunque essere al di fuori della giurisdizione della Corte.



Verso una Crisi Globale?




Patricia Cohen (https://www.nytimes.com/by/patricia-cohen) scrive sul New York Times che il timore che l'espansione delle operazioni militari di Israele a Gaza possa degenerare in un conflitto regionale sta offuscando le prospettive dell'economia globale, minacciando di frenare la crescita e di riaccendere l'aumento dei prezzi dell'energia e dei generi alimentari.


Le nazioni ricche e povere stavano appena iniziando a riprendere fiato dopo una serie di shock economici durata tre anni, tra cui la pandemia di Covid-19 e l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. L'inflazione è diminuita, i prezzi del petrolio si sono stabilizzati e le previste recessioni sono state evitate.


Ora, alcune importanti istituzioni finanziarie internazionali e investitori privati avvertono che la fragile ripresa potrebbe peggiorare.


"È la prima volta che abbiamo avuto due shock energetici contemporaneamente", ha dichiarato Indermit Gill, capo economista della Banca Mondiale, riferendosi all'impatto delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente sui prezzi del petrolio e del gas.


Questi aumenti di prezzo non solo intaccano il potere d'acquisto di famiglie e aziende, ma fanno anche salire i costi di produzione alimentare, aumentando gli alti livelli di insicurezza alimentare, soprattutto in Paesi in via di sviluppo come Egitto, Pakistan e Sri Lanka.

https://www.nytimes.com/2023/11/01/business/economy/israel-gaza-war-global-economy.html


Una nuova era alla Banca d'Italia




 L'agenzia Ansa riporta che la Banca d'Italia, con un comunicato istituzionale di poche righe del 1 novembre, annuncia l'avvio dell'epoca di Fabio Panetta alla guida di via Nazionale e, contestualmente, di Piero Cipollone nel board della Bce.

Palazzo Koch affida poi gli auguri ai profili social: "Buon lavoro Governatore. Bentornato con noi in Banca d'Italia".

Un momento non semplice quello che li attende nel pieno di una vera a e propria tempesta tra i picchi dell'inflazione, una politica monetaria restrittiva, bassa crescita e tensioni internazionali moltiplicate. Un aspetto quello dei tassi e della bassa crescita che Cipollone si troverà immediatamente a dover affrontare.


https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2023/11/01/inizia-in-bankitalia-lepoca-di-fabio-panetta_9fc37445-da3f-4f48-8cde-9f83d21a3861.html